“Colori delicati, toni in-volontariamente inquietanti evocano fantasmi circensi
felliniani che invadono la realtà pur non facendone parte: lasciatevi andare al
suono della musica immaginaria che accompagna queste illustrazioni, tra essenze
di zucchero filato, risa lontane ed iscrizioni che recitano messaggi in una
lingua misteriosa o più semplicemente non-sense…”
(Tratto da: Tattoo
Dimension #10)
«Il mito è uno strumento di trasposizione della realtà, il mito e' spiegazione di un rito, di un atto formale che corrisponde a esigenze della tribù, il mito e' struttura delle credenze di un gruppo. Oggi il mito si evolve, muta, divenendo icona, icona commerciale, sexy e nello stesso tempo divoratrice di uomini, plasmatrice di luoghi comuni del pensiero. Nell'ultimo decennio l'arte si beffa della socio-cultura attraverso la raffigurazione delle nuove icone.
La scelta e il richiamo ai "super-eroi", il mito antico letto attraverso la chiave moderna degli ultimi 50 anni, non deriva da un fattore estetico bensì dalla volontà di rappresentazione della vacuità dello status symbol. Una iconografia lasciva, lussuriosa, audace si abbraccia agli eroi attuali generando lo scontro etico tra il mito classico e contemporaneo.»
Mostra di vignette satiriche “PANDALIKES” di Giacomo “Keison” Bevilacqua
"A PANDA PIACE” nasce una fredda e piovosa notte di Maggio dalla mia esigenza di raccontare e raccontarmi.
E' l'animale bianco e nero per eccellenza, vive in una vignetta di qualche centimetro quadrato e, in questa, crea e disfa interi mondi, proprio come faccio io nel mio studio.
Agisce spinto da tutto ciò che mi succede dentro ed intorno.
Dice come stanno le cose, o te le nasconde come fossero il più torbido dei segreti.
In lui c'è tanta spensieratezza quanta saggezza.
Tanta infanzia quanta maturità. Tanta felicità quanta malinconia.
In lui c'è tanto bianco quanto nero.
Vive qui: www.pandalikes.com , andatelo a trovare. Ne sarà felice
La Défense non è solo un quartiere periferico di Parigi. Per molti francesi è da sempre un luogo poco amato e contestato. Per un urbanista è un importante snodo della viabilità cittadina, 310.000 metri quadrati di superficie impermeabile e 110.000 permeabile, 3 milioni di metri quadrati di uffici con 150.000 impiegati e 30.000 residenti, 60 opere d'arte.
La selezione fotografica nasce dalla curiosità di comprendere le relazioni tra questi elementi, con particolare attenzione all'interazione tra lo spazio e i suoi fruitori. Capire dove e come l'architettura condiziona la società, e dove la società ha progettato strutture a sua misura e somiglianza. Si enfatizzano edifici, elementi e particolari di una superficie viva, caratterizzata da una compenetrazione di volumi chiusi e aperti, in comunicazione con l'esterno, che danno forma a un quartiere che nessuna lezione accademica o set fotografico riuscirà a descrivere nei suoi innumerevoli riflessi.
Le fotografie sono stampate con una tecnica particolare su lastre metalliche.