Iniziative
Proiezione di "LA SVOLTA. DONNE CONTRO L'ILVA" di Valentina D'Amico (ITA, 2010)
A Taranto ci sono donne combattive (mogli, madri, lavoratrici) che vogliono spezzare il bastone dell’illegalità e dell’arroganza. Vogliono mettere fine all’impunità che mortifica la propria dignità, uccide i propri mariti e i propri figli, mina la propria salute.
Donne che si ribellano, oggi, contro quella che a Taranto e per Taranto è stata da sempre considerata una salvezza, da qualche tempo il peggiore dei mali: l’Ilva.
L’Ilva è la più grande acciaieria d’Europa che, insieme all’aumento annuale dei profitti, detiene il primato nazionale di morti sul lavoro (180 dalla prima apertura dei cancelli) e d’inquinamento dell’ambiente (il 92 % della diossina nazionale).
Il documentario “La Svolta. Donne contro l’Ilva” racconta la battaglia di sei donne in particolare: Francesca e Patrizia, mogli di operai morti all’Ilva; Vita, mamma di un giovane operaio finito ammazzato sotto una gru nello stabilimento; Margherita, ex dipendete sottoposta a soprusi, mobbizzata, licenziata; Anna, finita sulla sedia a rotelle, e Caterina, mamma di un bambino autistico: malattie diverse, entrambe probabili conseguenze dell’inquinamento. In primo piano la loro storia umana, di lavoro, di sofferenza. La loro voglia e necessità di riscatto per sé e per gli altri: nelle aule dei tribunali, nelle manifestazioni di piazza, nelle denunce senza veli alle massime cariche dello Stato.
Sullo sfondo, al centro, sempre la fabbrica. Il lavoro degli operai raccontato da dipendenti ed ex dipendenti, e svelato attraverso la vicenda di Antonino, morto nello stabilimento. La sua storia, narrata nel testo “La Svolta” scritto dalla moglie Francesca, nel video è interpretata da un attore. L’ingresso all’Ilva, il lavoro all’Ilva, la morte all’Ilva.
Da qui si dipanano le esperienze personali delle sei donne, e con loro si ripercorrono decenni di sconvolgimenti socio-economici e ambientali di una città che forse oggi ha trovato il coraggio di reagire contro la fabbrica. Quella fabbrica che è amica se dà lavoro (oltre 20mila occupati fino agli anni 90, neanche 13mila oggi), ma che è nemica perché disprezza l’uomo e mortifica l’ambiente. Con la complicità delle istituzioni, dei sindacati, dei cittadini-lavoratori (per necessità, per paura).
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Spettacolo teatrale “A FERRO E FUOCO. Spettacolo in LA min.”
con: Lorenza Ludovico e Luca Vonella
regia e drammaturgia: Simone Capula
Basato su poesie di Alda Merini, sul libro di Stefania Podda "Nome di Battaglia Mara-Vita e morte di Margherita Cagol il primo capo delle Br" e la canzone di Fabrizio De Andrè " Laudate hominem".
"Sono convinto che bisogna conoscere il passato per capire il presente. Spesso la storia torna sui suoi passi e forse si possono capire meglio alcune situazioni del presente se si fa riferimento a storie parallele del passato."
Ken Loach

Lo spettacolo, una riflessione lirica sugli anni che vanno dal 1968 al 1975 , è la storia ed è dedicato ad una ragazza militante delle Brigate Rosse. Cerca di narrarla appena con qualche intelligenza e pietà; pietà non solo per coloro che morirono e ne morirono ma per la vicenda delle rivoluzioni del secolo dentro la quale, come un asteroide, si è accesa e spenta. La memoria per questa storia, come tutta la storia delle BR, non è morta, non è neanche conservata; è esorcizzata, allontanata, deformata. Tutti sanno tutto e tutti continuano a elucubrare, non vedere quel che è semplice, tragico e semplice.
LUCA: disturbo post-traumatico da stress, ovvero quel complesso di reazioni patologiche che si sviluppano a causa della rimozione prolungata di un evento doloroso.
LORENZA: si tende a cancellare persino il ricordo dell'evento per paura di rivivere quelle stesse situazioni. Ci si illude di aver eliminato il problema, in realtà emozioni e stati d'animo continuano a ribollire.
LUCA: ma che senso ha riparlare di anni di piombo e della storia da cui sono scaturiti?
LORENZA: l'Italia non è mai uscita del tutto dalla stagione degli anni di piombo a causa del disturbo post-traumatico da stress. La verità è che quasi nessuno vuole fare davvero i conti con la tragedia di quegli anni con il loro carico di lutti e di sofferenze.
LUCA: e, in particolare, con i suoi profondi sensi di colpa.
Seguirà dibattito.
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Preparatevi ad un concerto strepitoso!!! Vi aspettiamo il 9 Aprile...
Rockers for Japan !!!
Apericena + djset dalle 19:30
Inizio concerto dalle 21:00
Ingresso 5euro TOTALMENTE E DIRETTAMENTE DEVOLUTI ALL'ORFANOTROFIO DI SENDAI 「仙台天使園」 Sendai-Tensien, in una delle località che ha subito la tragedia del terremoto e dello tsunami.
Opening act : OUTCRAVE
Live : ANDY MALLOY
CRIMEN
Organizzato da Koinè Mediterranea in collaborazione con Fusoradio , Fusolab e ass. Wakodojo
www.koinemediterranea.org
www.fusolab.net
www.fusoradio.net
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BUSBOOK!
Una biblioteca
itinerante nel Municipio 6 di Roma
Da aprile a giugno
2011 le piazze principali del Municipio 6 di Roma saranno attraversate dal Busbook!,
una biblioteca itinerante che metterà a disposizione gratuita dei cittadini
oltre 800 libri.
Il progetto Busbook!
nasce dalla consapevolezza del valore sociale, umano ed educativo del libro e
della lettura, dalla convinzione che il “sapere” debba essere sempre
accessibile gratuitamente e liberamente e dalla volontà di proporre un modo diverso – partecipato collettivamente ed
attivamente da tutti - di approcciarsi
alla cultura.
Il Busbook!
funzionerà come una vera e propria
biblioteca, i libri presi in prestito potranno essere riconsegnati nelle
varie tappe e presso il Laboratorio Creativo Fusolab nel corso dei tre mesi.
Gli oltre 800 libri a
disposizione sono stati selezionati sulla base dell’appartenenza ad alcune tematiche significative quali:
sostenibilità/decrescita; culture giovanili; politica/movimenti; avanguardie
artistiche/controcultura; arte dell’impegno/fumetto; intercultura; culture
digitali/innovazione tecnologica; creatività infanzia/educazione all’immagine;
musica/cinema/teatro; sport; ricerche sociali; fai da te/creatività; media/informazione;
territorio/urbanistica; sessualità/erotica.
La scelta di queste categorie
è stata dettata dalla volontà di approfondire tematiche ritenute importanti per
dare modo a tutti di sviluppare un propria visione critica, aperta e partecipata
della vita sociale.
Sempre in
quest’ottica sono state privilegiate le
piccole e medie case editrici, espressione di un fermento culturale giovane
e indipendente che si è voluto in questo modo sostenere.
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UNDERCORE DOCUMENTARY
REVIEW 2011
2°edizione
A
cura di UNDERCORE www.undercoreonline.com
Ciclo
di proiezioni dal tema: “GRANDANGOLO.
Storia dell’uomo nei conflitti moderni”
“La
caratteristica principale delle ottiche grandangolari è la loro breve lunghezza
focale, che consente un angolo di ripresa più ampio. Rispetto alle ottiche con
lunghezza focale superiore, inoltre, esse hanno di norma una maggior profondità
di campo ed offrono una prospettiva alterata che porta ad esagerare la
proporzione dei soggetti in primo piano facendoli apparire, rispetto alla
realtà, molto più grandi di quelli in secondo piano.”
Con questa doppia prospettiva UNDERCORE ONLINE
vi invita alla sua seconda rassegna dedicata all’arte del documentario. Un
percorso ideato per oltrepassare le consuete rappresentazioni delle guerre del
nostro tempo, che vi proietterà direttamente nel cuore delle stesse, grazie al
coraggio e alla sensibilità artistica di alcuni dei più coraggiosi film-makers
contemporanei.
4 appuntamenti per 4 documentari di grande
spessore e qualità che forniranno insieme una panoramica più ampia possibile,
da qui il titolo della rassegna, raccontando da una soggettiva ogni volta
differente gli aspetti profondi e latenti delle moderne missioni militari
internazionali. Dall’Iraq all’Afghanistan la guerra descritta con gli occhi di
chi l’ha vissuta.
Il programma è costruito sulla base di un
ipotetico percorso cronologico. Il primo appuntamento rappresenterà l’arrivo e la battaglia, ovvero la
storia di un gruppo di soldati danesi catapultati nel conflitto afghano. Il
secondo incontro ribalterà la prospettiva e
racconterà gli effetti che i
conflitti hanno nella vita quotidiana della popolazione civile. Il terzo documentario si
concentrerà sui lati oscuri che
orbitano intorno agli aspetti militari dove, tra sparizioni e detenzioni
illegali, quella che è stata presentata al mondo come missione civilizzatrice
ha permesso il verificarsi di crimini contro l’umanità. L’ultima opera è
dedicata ai tentativi di ricostruzione e
rinascita politica e sociale, una volta terminate le ostilità, da parte di
alcuni esponenti della società civile irachena sotto occupazione.
3 APRILE: proiezione di “ARMADILLO” di Janus Metz Pedersen (100
min, 2010)
Mads e
Daniel stanno prestando servizio durante la loro prima missione a Helmand in
Afghanistan. Il loro plotone è di stanza a Camp Armadillo, proprio sulla linea
del fronte di Helmand, e sta combattendo dure battaglie contro i talebani. I
soldati sono lì per aiutare gli afgani, però man mano che la lotta si
inasprisce Mads, Daniel e i
loro amici diventano cinici approfondendo ancora più la distanza tra loro e la
civiltà afgana. Armadillo è un’opera di embedded-journalism di alto livello, in
grado di raccontare la guerra ‘a quota zero’. Un viaggio all'interno della
mente dei soldati e un’originale riflessione sul rapporto dell'uomo con la
guerra.
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