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Presidi al Consolato e all'ambasciata greca in Italia: con Alexis nel cuore! Governo e polizia que se vayan todos! Assassini! Giustizia per Alexis!
10.12.08 Manifestazioni di solidarietà in tutta Italia:
Roma [Presidio sotto l'ambasciata greca] Napoli [Presidio al consolato greco] Torino [Presidio al consolato greco ] Bologna [Consolato greco sanzionato dal basso - Presidio e blocco del traffico] Venezia [Occupato l'istituto ellenico]
SPAGNA: Represión en Madrid y en Barcelona por el asesinato de Alexis [lahaine.org]
Grecia 10 dicembre SCIOPERO GENERALE (da GlobalProject) Quattro giorni di mobilitazioni continue, ed oggi lo sciopero generale che sta attraversando
la Grecia. In piazza migliaia di persone, uomini, donne precari e
molti, tanti studenti. Sullo sfondo di una Grecia che ha tirato fuori
la sua rabbia, contro le politiche neoliberiste del governo, il
tentativo di riforma dell’università, la precarietà e l’incapacità da
parte di arginare la crisi. Stanchi della repressione, delle violenze
della polizia, sfociate, nell’ultimo tragico episodio con l’omicidio di
Alexandros, oggi in diverse città si è tornato a manifestare. Mentre Il
partito dell’opposizione socialista chiede elezioni anticipate e il
governo annuncia nuove misure repressive nei confronti dei dimostranti
violenti, sullo sfondo cresce la rabbia. Le conclusioni della perizia
sulla morte del giovane studente stridono con quanto dichiarato da
testimoni oculari e dalle prime dichiarazioni del poliziotto che ha sparato e ucciso Alexandros. In definitiva, il caso rischia di essere archiviato “come un incidente”.
Lo
sciopero di oggi ci restituisce l’immagine di un paese tutt’altro che
pacificato. Ad Atene lanci di molotv davanti al parlamento. Scontri
anche davanti al Palazzo di giustizia. Lanci di bottiglie incendiarie
hanno accolto l’arrivo dei due agenti, giunti per essere interrogati.
Anche a Salonicco non sono mancati fronteggiamenti con la polizia. Gli
scontri sono inziati quando una parte del corteo, composto
principalmente, da studenti è giunto davanti a al ministero della
Giustizia. Qui il tentativo di sfondamento a cui ha fatto seguito il
lancio di lacrimogeni.
L’adesione allo sciopero è totale: voli nazionali e internazionali
cancellati, banche e scuole chiuse e gli ospedali si limitano ai
servizi d’emergenza.
Proteste
ed azioni di solidarietà hanno coinvolto anche diversi paesi europei. A
Londra circa 70 attivisti hanno bloccato l’entrata dell’ambasciata
greca per un giorno. Il blocco si è concluso con l’arresto di due
persone. Azioni di questo tipo ci sono state anche a Edinburgh, Bristol
e NewCastle. In Germania proteste in diverse città e una manifestazione
si è tenuta a Berlino. Durante la manifestazione l’ambasciata greca è
stata occupata. Altre manifestazioni in Germania si sono svolte a
Hamburg (de), Dresden (de), Bremen (de) e a Cologne (de). Azioni e
inziative anche in Spagna. In Italia azioni a Bologna, Venezia, Roma e
Napoli.
Grecia 9/12: la polizia spara ancora [vai all'articolo]
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Depositate le motivazioni della sentenza sui fatti di Genova. (leggi tutto)
"premesso che la mancanza, nel nostro sistema penale, di uno specifico reato di “tortura” ha costretto l’ufficio del PM a circoscrivere le
condotte inumane e degradanti ( che avrebbero potuto senza dubbio
ricomprendersi nella nozione di “tortura” adottata nelle convenzioni
internazionali ) compiute
in danno delle parti offese transitate nella caserma della P.S. di
Ge-Bolzaneto durante i giorni del G8, condotte che questo Collegio
ritiene pienamente provate”.
“(…)
come in qualsiasi altro procedimento penale, anche in questo processo,
quantunque celebrato in un’atmosfera caratterizzata da forti
contrapposizioni politico-ideologiche sia sui mezzi di informazione che
nell’opinione pubblica, sono stati portati a giudizio non situazioni
ambientali o orientamenti ideologici, bensì, ovviamente, singoli
imputati per specifiche e ben individuate condotte criminose loro
attribuite nei rispettivi capi di imputazione, che costituiscono la via
maestra da cui il giudicante non deve mai deviare.”
“(…)
Dalla messe dei suddetti riscontri sono risultate pienamente provate le
seguenti condotte tenute nel sito di Bolzaneto in danno degli arrestati
e fermati:
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Nuovo libro
sull'università di edu-factory [ www.edu-factory.org ]
L’università globale è un libro unico e indispensabile
per comprendere le trasformazioni e le tendenze del sistema universitario a
livello mondiale.
Il testo
raccoglie i materiali della lista edu-factory, progetto di discussione che da
due anni vede impegnati collettivi, attivisti e diversi dei più importanti
studiosi dell’istruzione superiore sul piano globale. Dall’Italia agli Stati
Uniti, dall’Argentina alla Francia, dall’Australia all’India, dal Sudafrica alla
Cina, i vari contributi documentano e analizzano i conflitti sulla produzione
dei saperi, i processi di precarizzazione e gerarchizzazione nel mercato della
formazione, le sperimentali organizzazioni di università autonome.
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Verso il 22 novembre: manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne
L’onda va
avanti e non si ferma! Inonda strade, piazze, assemblee, costruisce
nuovi linguaggi, apre spazi di discussione, pratica l’autorganizzazione
come forma per di agire politico. Noi donne
in onda della Sapienza vogliamo portare avanti sia un’analisi
politica, sia nuove pratiche di movimento che aprano spazi per tutte
e tutti. La mobilitazione,
partita dalla battaglia contro i decreti 133 e 137, ha allargato il
suo campo d’azione e di rivendicazione. A partire dalle scuole primarie
l’onda è dilagata nelle scuole e nelle università ponendo al centro
la questione dell’autonomia economica, politica, esistenziale. L’onda anomala
vede il protagonismo delle donne nel movimento. Sono state le donne
ad accendere la protesta: sono state le maestre e le mamme che hanno
contestato il decreto Gelmini non solo per tagli consistenti ai posti
di lavoro, ma anche per quelli alle ore di scuola. Con la riduzione
del tempo- scuola da 40 a 24 ore, l’attacco al progetto educativo
diviene complessivo. Il tempo pieno, infatti, rappresenta un modello
educativo in cui la madre da un lato non è l’unica referente della
formazione e della educazione affettiva, e dall’altro permette l’espressione
di un’autonomia attraverso la liberazione di tempi di vita.
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