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Verso il 22 novembre: manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne
L’onda va
avanti e non si ferma! Inonda strade, piazze, assemblee, costruisce
nuovi linguaggi, apre spazi di discussione, pratica l’autorganizzazione
come forma per di agire politico. Noi donne
in onda della Sapienza vogliamo portare avanti sia un’analisi
politica, sia nuove pratiche di movimento che aprano spazi per tutte
e tutti. La mobilitazione,
partita dalla battaglia contro i decreti 133 e 137, ha allargato il
suo campo d’azione e di rivendicazione. A partire dalle scuole primarie
l’onda è dilagata nelle scuole e nelle università ponendo al centro
la questione dell’autonomia economica, politica, esistenziale. L’onda anomala
vede il protagonismo delle donne nel movimento. Sono state le donne
ad accendere la protesta: sono state le maestre e le mamme che hanno
contestato il decreto Gelmini non solo per tagli consistenti ai posti
di lavoro, ma anche per quelli alle ore di scuola. Con la riduzione
del tempo- scuola da 40 a 24 ore, l’attacco al progetto educativo
diviene complessivo. Il tempo pieno, infatti, rappresenta un modello
educativo in cui la madre da un lato non è l’unica referente della
formazione e della educazione affettiva, e dall’altro permette l’espressione
di un’autonomia attraverso la liberazione di tempi di vita.
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15 - 16 Novembre: ASSEMBLEA NAZIONALE ALLA SAPIENZA
Siamo
l'onda che autoriforma l'Università!
Una marea
gioiosa e propositiva ha invaso la cittá universitaria de LaSapienza: due giorni
intensi di assemblee, workshop e musica in cui le diverse figure della
formazione hanno continuato a dare corpo a quell'incredibile momento costituente
che è l'autoriforma dell'Universitá.
L'autoriforma come processo che già vive nelle pratiche del movimento, come
passaggio di consolidamento delle forme di autorganizzazione e rilancio degli
elementi del conflitto. Migliaia di studenti,
dottorandi e ricercatori hanno discusso nei workshop tematici riguardanti la
didattica, il welfare e il rapporto tra formazione e lavoro. Centinaia di interventi
da tutti gli atenei italiani in mobilitazione che hanno avuto la capacitá di
tradurre l'autoriforma in concreti elementi di programma e di agenda politica:
proposte per continuare a costruire un'universitá autonoma, nuove pratiche di
conflitto attraverso cui costituire delle vertenze diffuse, la partecipazione
allo sciopero del 12 dicembre ed il
lancio delle mobilitazioni diffuse per il 28
novembre. L'assemblea plenaria di
domenica è stata partecipata da migliaia di persone, centinaia di interventi che
hanno continuato a connettere le lotte tra universitá, scuole e studenti medi,
tra l'onda anomala e la european anomalous wave
che in questi giorni ha diffuso la potenza dell'onda in tutta Europa
(Barcellona, Copenhagen, Parigi, Lione, Londra, Madrid, Bruxelles, Lisbona,
Amsterdam, Berlino, Valencia, Aarhus, Tubinga, Istanbul). Non solo non
pagheremo la vostra crisi, ma abbiamo anche la forza di costruire uno spazio
forte e aperto, di dare vita ad un processo costituente per riprenderci il
nostro futuro...e questo è solo l'inizio!
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