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Come raggiungerci

La sede del nuovo Fusolab 2.0 è in Viale della Bella Villa 94, 00172 Roma

Si trova nel quartiere Alessandrino al confine con Torre Maura, adiacente al parcheggio multipiano dell'ipermercato Ipercoop Casilino (no il fronte che da sulla Casilina ma quello interno). L'ingresso pedonale è 50 metri più avanti del cancellone al numero 94. Si può usufuire del limitrofo parcheggio multipiano dell'Ipercoop Casilino, accessibile salendo la rampa e parcheggiando al primo o al secondo piano. Il parcheggio è totalmente gratuito ed è chiuso dallo staff del Fusolab, l'importante è NON parcheggiare al piano -1, ma solo al +1 al + 2. Il parcheggio al piano -1 chiude alle ore 21 quindi se la macchina viene lasciata al piano -1 si dovrà tornare a prenderla il giorno dopo, non abbiamo nessun modo per aprire il parcheggio al -1 dopo le ore 21.


 metro icona
Se vieni con  la metro C scendi alla fermata Alessandrino. Scesi dalla Metro prendi Viale Alessandrino a terza via sulla destra è Viale della Bella Villa, percorrila per 100 metri seguendo le indicazioni per il centro commerciale al numero 94 troverai il Fusolab. Da Termini puoi prendere la Metro A fino a S. Giovanni fare 500m a piedi fino alla Metro C Lodi. Da Tiburtina puoi prendere il 409 fino alla fermata della metro C Malatesta

auto

Se vieni in macchina prendi Via Casilina (uscita 18 GRA) e gira su Viale Alessandrino (sia se vieni dal GRA che se vieni dal centro). La terza via sulla destra è Viale della Bella Villa, percorrila per 200 metri seguendo le indicazioni per il centro commerciale al numero 94 troverai il Fusolab.Puoi lasciare la macchina nel parcheggio multipiano dell'Ipercoop GRATUITAMENTE


autobus

Se vieni in autobus puoi prendere dalla Stazione Termini il 105 e poi prendere la metro C al parco di Centocelle e scendere alla Fermata Alessandrino. Imbocca poi Viale Alessandrino, la terza via sulla destra è Viale della Bella Villa, percorrila per 100 metri seguendo le indicazioni per il centro commerciale al numero 94 troverai il Fusolab. Alternativamente puoi prendere il 5 fino alla fermata Castani/Gelsi e poi il  313  fino alla fermata Alessandrino/Lamponi


bici

Se vieni in bicicletta puoi seguire le stesse indicazioni per la macchina. All'ingresso del Fusolab 2.0 c'è una rete metallica a cui puoi legare la bicicletta. Chi viene in bici al Fusolab salta la fila all'ingresso

 

 


Visualizza Viale della Bella Villa, 94 in una mappa di dimensioni maggiori


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LA BORGATA ALESSANDRINA

Ci piace definirlo ancora Borgata Alessandrina, lungi dalla connotazione deteriore data al termine, vediamo in questa denominazione un fattore positivo che riconduce ad un concetto di comunità, di solidarietà e di coesione come lo sono state le borgate soprattutto nelle lotte per l’ottenimento di servizi e diritti. Il tipo di urbanistica e architettura (palazzi bassi con una densità abbastanza bassa e una grande area verde che è il Parco Alessandrino) riporta ad una dimensione di “paese” dove le persone si conoscono, si salutano, scambiano esperienze storie. Rimane tuttavia un’area frammentata dove si sente la mancanza di un’identità comune forte e di solidarietà reciproca (proprio due fattori che caratterizzavano fortemente le borgate romane pur nella povertà e nei problemi esistenti) e di luoghi di socializzazione e cultura. Con un indice di vecchiaia più basso di tante zone di Roma (116 contro un valore medio della città di 148) la più alta percentuale di abitanti del quartiere e proprio quella compresa tra i 20 e i 24 anni. L’Alessandrino ne ha fatti di passi avanti dagli anni delle borgate risultando a tutti gli effetti un quartiere con le sue problematiche ma anche con ulteriori possibilità di rilancio e di crescita che possa definitivamente scrollarsi di dosso il passato di emarginazione sociale ancora presente nella memoria collettiva. Alessandrino è il ventitreesimo quartiere di Roma, indicato con Q. XXIII. Prende il nome dall'acquedotto Alessandrino opera dell'Imperatore Alessandro Severo (222 - 235 d.C.). Si trova nell'area est della città. Il quartiere confina: a nord con la zona Z. VIII Tor Sapienza, a est con la zona Z. XII Torre Spaccata, a sud con il quartiere Q. XXIV Don Bosco, a ovest con il quartiere Q. XIX Prenestino Centocelle. Il Quartiere Alessandrino di Roma si estende su un'area compresa tra la via Prenestina a nord e la via Casilina a sud, situata esternamente alle mura della città. Un territorio, quello del suburbio est, ricco di storia che nasce con gli insediamenti del Paleolitico e prosegue fino ai nostri giorni, quando le tradizionali attività agrarie hanno lasciato il posto a un'intensa opera di urbanizzazione, con quartieri molto popolati alternati ad aree verdi o non ancora edificate. Tra i molti reperti archeologici che risalgono fino al VI sec. a.C. (la cisterna romana del Parco Alessandrino, i fondi rurali, le ville romane, le catacombe lungo via Casilina o le torri medievali), la sopravvivenza storico archeologica più significativa e visibile è rappresentata indubbiamente dall'acquedotto romano, da cui prende il nome il quartiere stesso: l'Acquedotto Alessandrino (Aqua Alexandrina). Ultimo in ordine di tempo ad essere edificato nell'epoca romana, l'acquedotto fu costruito dall'imperatore Alessandro Severo alla fine del suo regno (222-235 d.C.) per rifornire d'acqua le terme del Campo Marzio. L'acquedotto, all'epoca, trasportava l'acqua dal pantano Borghese, a Sud della via Prenestina e dell'antica Gabi, e attraversava la valle dell'Aniene e le prime dorsali dei Colli Albani. La struttura fu utilizzata anche in epoca medioevale (unico acquedotto romano in uso a quel tempo insieme all'Acquedotto Vergine) grazie a una sequenza di torri di guardia che ne proteggevano il funzionamento (come ad es. Tor Tre Teste, Torre Centocelle e la Torre di via degli Olmi). Durante la guerra, infine, e dagli anni '50 in poi, le sue arcate furono utilizzate dai senzatetto per ricavarne baracche e alloggi precari, poi smantellati negli anni '70 per provvedere a un esteso intervento di restauro da parte delle Sovrintendenza Comunale Beni Culturali. Per assistere a un significativo e definitivo mutamento di tutta l'area bisogna attendere il 1921 con la creazione del primo nucleo edilizio di Centocelle, unica borgata a Roma antecedente il fascismo. Un'ulteriore espansione urbanistica avvenne in seguito alle demolizioni e allo spostamento nelle borgate degli abitanti del centro storico (1924- 1940) e, in particolare, nel 1935 con il rilascio di licenze edilizie (19 Nuclei Edilizi a Roma) per costruzioni fuori del Piano Regolatore in borgate e frazioni del suburbio e dell'Agro Romano. Venne così edificata l'area dell'attuale Quartiere Alessandrino in origine priva di servizi (acqua, fogne, luce) e di collegamenti con la città. Durante l'occupazione tedesca di Roma, fu protagonista della Resistenza romana grazie alla banda del Gobbo del Quarticciolo che controllava il quartiere, rendendolo un nido di vespe per i tedeschi, alla stregua di Centocelle, Tor Pignattara, Quadraro e la borgata Gordiani. Nel secondo dopoguerra, poi, le vie Prenestina e Casilina costituirono gli assi principali dell'espansione popolare verso est fino al Piano Regolatore del 1962 che legalizzò sia i Nuclei Edilizi del 1935 sia gli altri sorti successivamente, in tutto o in parte formati da edilizia abusiva consolidata. Una prima importante opera di riqualificazione dell'area risale al 1975 con il Piano di emergenza per la realizzazione di infrastrutture e la demolizione di numerosi borghetti abusivi ai cui abitanti vennero assegnati alloggi di edilizia economica e popolare nei nuovi Piani di zona a Roma.

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